10 Validi Motivi per Non Aprire un E-commerce
Negli anni ho visto molte persone avviare e-commerce che ho seguito come consulente, alcuni dei quali hanno avuto una pessima fine, portando alla chiusura dell’azienda o, nei casi migliori, a uno spreco di denaro. Riflettiamo quindi sui seguenti 10 luoghi comuni che dovremmo sfatare per valutare attentamente se aprire un e-commerce è davvero la scelta giusta.
1. Affido tutto all’agenzia e ci pensano loro con un prodotto chiavi in mano
Se un’agenzia promette di occuparsi di tutto, diffidate. Nessuna agenzia conosce il vostro lavoro come voi. Ogni prodotto che venderete deve essere conosciuto e presentato come se lo vendeste di persona.
2. Poche ore alla settimana saranno sufficienti per gestire il sito
Falso. Un sito e-commerce è come un ramo d’azienda: deve essere curato ogni giorno con nuovi contenuti, prodotti, idee, proposte e promozioni. Se non avete almeno una persona dedicata al progetto, è meglio lasciar perdere.
3. Mi hanno proposto il sito a poche migliaia di euro, quindi ci provo
Illusione. Realizzare un e-commerce richiede competenze in vari ambiti. La piattaforma potrebbe costare poche centinaia di euro, ma progetti SEO, marketing, attività social e SEM richiedono investimenti significativi in denaro e risorse.
4. Ho già un magazzino che fa qualche spedizione, quindi gestire quelle del sito non sarà un problema
Sbagliato. La logistica è un motivo principale di fallimento per un e-commerce. Richiede ottimizzazione dei processi aziendali, automazione e precisione, non metodi manuali e inefficaci.
5. Il commercialista mi ha detto che basta un garage e una partita IVA forfettaria
Avviare un sito richiede 3-4 anni di startup con guadagni improbabili prima del terzo anno. Il regime fiscale deve essere scelto attentamente. Il regime forfettario è spesso inadatto, poiché si pagano le tasse sul fatturato, non sugli utili, rischiando di pagare più tasse del guadagno.
6. Vendo sui marketplace come Amazon ed eBay per guadagnare facilmente
Errore. Amazon e eBay prendono alte commissioni, fino al 20%. I costi di spedizione e le commissioni possono azzerare i guadagni. I marketplace sono adatti per prodotti ad alto margine e come pubblicità per il brand.
7. Il dropshipping risolve ogni problema
Fantasia. Il dropshipping comporta ritardi nelle spedizioni, problemi di consegna da gestire, e spesso porta all’abbandono del progetto. I fornitori prioritizzano gli ordini più grandi, lasciando i piccoli in coda.
8. Il commercio online si integra perfettamente con il commercio tradizionale
Parzialmente vero. L’e-commerce è una business unit a sé stante, richiede logistica specifica, marketing diverso, monitoraggio della concorrenza e risorse dedicate.
9. Vendo molto offline, quindi avrò successo online
Falso. I prodotti che vendete offline potrebbero non avere lo stesso successo online. L’utente medio cerca online ciò che non trova sotto casa, non i prodotti di uso comune.
10. Lavoro 5 giorni alla settimana e poi me la godo
Dimenticatelo. I clienti pretendono risposte ogni giorno. Chiudere per ferie significa perdere clienti e rischiare denunce per truffa. L’assistenza clienti è fondamentale e deve essere continua.
Conclusione
Aprire un e-commerce richiede studio, competenze, impegno, investimenti, il giusto prodotto, la giusta logistica, un consulente fiscale adeguato, marketing dedicato, listini prezzi accurati, ecc. È un lavoro completamente diverso da quello tradizionale. Tuttavia, se affrontato correttamente, può portare a un successo che non avreste mai immaginato, trasformando la vostra azienda in un colosso a livello internazionale. Se siete ancora convinti, siete pronti a intraprendere questo viaggio con consapevolezza e preparazione.
Se avete bisogno di ulteriori consigli, potete contattarmi a info@akyaseconsulting.it.
Claudio Zol, Akyase Consulting