Il Controllo di Gestione, le Nuove Normative e le Reali Necessità di un Imprenditore
Negli ultimi decenni, fare impresa è diventato sempre più difficile. I margini di guadagno sono spesso determinati dal mercato, che tende a livellare prezzi e margini verso il basso a causa di un’offerta che supera la domanda. L’imprenditore deve quindi adeguarsi, poiché è raro che margini e prezzi più elevati permettano di vendere prodotti o servizi, salvo in nicchie di mercato o mercati emergenti. Tuttavia, questi periodi di espansione sono sempre più brevi, seguiti da stagnazione e crisi.
Per essere redditizio, l’imprenditore deve trovare altre fonti di guadagno, migliorando l’efficienza dei processi, riducendo i costi e negoziando meglio gli acquisti. Spesso, però, molti imprenditori non hanno chiari questi aspetti. Nel commercio, ad esempio, ho visto i peggiori esempi di come non fare impresa. È strano che la professione di commerciante non richieda alcuna competenza specifica, a differenza di professioni come l’avvocato, il commercialista o anche l’idraulico e l’elettricista, che richiedono qualifiche e certificazioni.
Prendiamo come esempio un bar, un’attività spesso considerata facile da gestire, ma con un alto tasso di fallimento. Molti pensano che vendere caffè e bibite sia sufficiente per fare profitto, ma si dimenticano dei costi di gestione: fornitori, utenze, personale, affitto, tasse, e così via. È fondamentale fare i conti corretti, capire il punto di pareggio (break-even point) e stabilire la soglia minima di fatturato necessaria per non perdere denaro.
Il controllo di gestione è essenziale per monitorare con precisione i guadagni e le spese. Questo permette di accantonare le somme necessarie per le tasse e pianificare in anticipo. Un controllo efficace aiuta a ottenere migliori condizioni bancarie, tassi di interesse più favorevoli e a rispettare le normative sugli adeguati assetti aziendali, evitando responsabilità personali che possono superare le protezioni delle forme societarie.
Anche un piccolo imprenditore dovrebbe considerare l’assistenza di un consulente di controllo di gestione. Un buon professionista, che costa meno di 20.000 euro all’anno, può fare una grande differenza, aiutandovi a capire quanto guadagnate, quanto dovete pagare in tasse e come migliorare la vostra attività.
Un commercialista è utile per la contabilità, ma il controllo di gestione richiede competenze specifiche. Il consulente di controllo di gestione analizza i ricavi per prodotto, categoria merceologica, brand, e così via, offrendo una visione dettagliata che un commercialista tradizionale potrebbe non fornire.
Prima di aprire qualsiasi attività, è fondamentale fare i conti come si deve, evitando di affidarsi a semplici speranze o luoghi comuni. Vi consiglio di considerare seriamente il controllo di gestione come uno strumento indispensabile per il successo della vostra impresa. Questo approccio non solo migliorerà la vostra gestione aziendale, ma vi aiuterà anche a rispettare gli obblighi di legge, proteggendo voi e la vostra azienda.
In conclusione, prima di avviare un bar o qualsiasi altra attività, assicuratevi di avere una solida base di controllo di gestione. Questo non solo vi permetterà di evitare errori costosi, ma vi darà anche la possibilità di gestire la vostra azienda in modo più efficace e redditizio.